Eterosessismo
L’eterosessismo indica atteggiamenti, strutture e pratiche sociali in cui l’eterosessualità viene considerata ovvia, normale, più naturale o superiore rispetto ad altri orientamenti sessuali. In questo modo le esperienze lesbiche, gay, bisessuali, pansessuali, asessuali, queer e altre forme di vita non eterosessuali possono essere svalutate, rese invisibili o trattate come qualcosa che richiede spiegazioni.
A differenza dell’odio aperto o dell’ostilità diretta, l’eterosessismo si manifesta spesso in forme più sottili. Ne sono esempi il presupporre automaticamente che tutte le persone siano eterosessuali, chiedere di un “fidanzato” o di una “fidanzata” solo in senso eterosessuale, rappresentare le relazioni queer come eccezioni oppure aspettarsi che le persone non eterosessuali giustifichino o spieghino continuamente il proprio orientamento. L’eterosessismo può agire anche attraverso il linguaggio, i media, il diritto, la medicina, la famiglia, la scuola e il mondo del lavoro.
L’eterosessismo fa parte dell’eteronormatività, cioè di un sistema più ampio che pone l’eterosessualità, e spesso anche i ruoli di genere binari, come norma sociale. Nella sessualità, negli incontri e nel BDSM, l’eterosessismo può portare a dedurre troppo rapidamente desideri, ruoli o forme relazionali da una presunta eterosessualità. Incontri rispettosi richiedono di non dare per scontato l’orientamento sessuale, di rispettare le autodefinizioni e di discutere desideri, limiti e modelli relazionali in modo individuale e consensuale.